PAULOWNIA - Impianti di Cogenerazione

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PAULOWNIA

PAULOWNIA
Scheda tecnica
STORIA
La Paulownia compare in Europa agli inizi del 1800, importato dalla Compagnia Olandese delle Indie
Orientali. Prese il nome attuale dalla nobildonna russa Anna Pavlovna, figlia dello Zar Paolo I (1818).
Si diffuse a metà del secolo anche in Italia su tutto il territorio per le sue qualità.
Si narra fosse l’albero preferito da Alessandro Manzoni (1785 – 1873), all’ombra del quale scrisse la
sua grande opera “I promessi sposi” (Milano). Ispirò Gabrielle D’Annunzio per l’intenso profumo nel
giardino della sua abitazione di Pescara (1863 – 1938).
INTRODUZIONE
Paulownia, un albero conosciuto anche sotto il nome di “Albero della Principessa” o “Albero
dell’uccello Phoenix”, albero di essenza dura con la più veloce crescita del mondo. Se è coltivato in
condizioni corrette, il clone PAULOWNIA può superare un altezza di 25 metri in 3 anni, ottimo per
produrre legname. Almeno 6 specie di Paulownia sono conosciute: P.Elongate, P.Fargesii, P.Fortunei,
P.Giabrata, P.Taiwaniania, P.Tomentosa: è anche conosciuta sotto il nome di Kiri; Paulownia è
coltivata in Cina da almeno 3000 anni, negli USA dall’anno 1700 e in Giappone dall’anno 1970,
quando il legno di Paulownia è diventato un’ affare per l’export di miliardi di dollari. Nell’anno 1972
è cominciato lo studio in laboratorio, per migliorare la qualità della pianta. Sono state selezionate
geneticamente le migliori proprietà di ognuna, fino al raggiungimento, nel 2007, di una pianta
perfetta per la coltivazione e produzione del legno in tempi molto rapidi.

1.TIPOLOGIA TERRENO
Idonei:
- Terreni profondi drenanti, min. 2 mt di terra prima di bancata rocciosa o falda acquifera;
- Terra mista roccia di piccole dimensioni;
- Terra mista sabbia; terra mista argilla non superiore al 30%.
- PH ideale tra 5,5 e 8 unità
Non idonei:
- Terreni con bancate di roccia o falde acquifere in superficie;
- Terreno con argilla superiore al 30%;
- Terreni non drenanti e ristagni di acqua;
- Terreni confinanti con stagni salmastri;
- Terreni con salinità;
- Terreni con pendenze non accessibili a mezzi meccanici.
- Terreni non accessibili a mezzi per taglio e trasporto

2.PREPARAZIONE TERRENO
Il terreno deve essere arato ad una profondità di 70/90 cm con vomere o ripper nel caso sia da
tempo non utilizzato. Aratura 40/50 cm nel caso sia terreno soffice lavorato di recente. Nel caso di
un terreno molto sfruttato (povero) necessità di somministrazione concimatura, possibilmente
naturale o idonei preparati composti misti. In superficie la terra deve essere soffice preparata con
rompizolle/fresatura.

3.MESSA A DIMORA
La messa a dimora può essere effettuata tutto l’anno in zone a clima temperato, dove l’esposizione al
freddo è limitata circa gennaio – febbraio. Per altre zone la messa a dimora deve essere effettuata da
marzo/aprile a settembre/ottobre. La messa a dimora in prossimità dei periodi autunnali dove le
temperature scendono abbondantemente sotto 0°C, necessità di seppellire più profondamente
l’apparato radicale ed il tronchetto legnoso quasi sotto le foglie, per evitare il gelo nei primi 60 gg.,
periodo nel quale la pianta prepara l’adattamento radicale al terreno.
La densità d’impianto è di 500/600 piante per produrre legno d’opera e biomasse. 1200 piante ettaro
per produzione di solo biomassa. Nel primo caso avremo un sesto d’impianto di 4x4 mt o 4x5 mt.;
nel secondo caso 2x4 mt.
N.B. Le piante da mettere a dimora, vengono consegnate con minimo 10 settimane di vita in vaso
plastico 10x10, apparato radicale sviluppato e stelo legnoso. Molto importante è l’attenzione
particolare nella messa a dimora per non danneggiare l’apparto radicale. Una corretta operazione
evita moria post-piantumazione. L’estrazione dal vasetto deve essere effettuata immergendo il
vasetto in acqua per l’espulsione dell’aria; capovolgere tenendo tra le ditta il tronchetto legnoso ed
estrarre il vasetto plastico evitando le pressioni sui lati per non lesionare le radici. Preparare un buco
di 20 x 20 x 20 cm, depositare la pianta e coprire con terra soffice 2-3 cm sopra l’apparato radicale.
Fare una lieve pressione al terreno senza schiacciare l’apparato radicale. Bagnare subito con circa 2
lt. acqua.
Le piante vengono consegnate perfettamente vegete e la moria per difetto è dichiarata ed accertata
in massimo 1%. Nella
moria per difetto dopo la messa a dimora, il tronchetto legnoso rimane
compatto con la radice. Nella
moria per errata piantumazione o conduzione, il tronchetto
legnoso si separa facilmente dalla radice. In moltissime piantagioni esistenti, la corretta messa a
dimora ha portato a moria zero. Un’errata messa a dimora, comporta ritardo nel periodo di
preparazione radicale al suolo o moria. Ogni giorno di ritardo, porta una mancata crescita di 4/5 cm
in altezza al giorno. Al momento della piantumazione, è presente un tecnico incaricato per una
dimostrazione della messa a dimora. Eventuale moria per difetto della pianta si manifesta al
massimo entro 30 gg. In questo caso, entro la percentuale stabilita e dichiarata dalla fabbrica di
clonazione, la pianta verrà sostituita senza nessun esborso. In diverso caso, la moria non imputabile
al difetto non verrà sostituita se non con spese a carico del coltivatore.

4.CARATTERISTICHE PIANTA
Il clone Paulownia (brevettato) si presenta totalmente ibrido. Si adatta a clima con temperature
certificate da -24°C a +42°C, anche se non ha subito moria nelle coltivazioni esistenti che hanno
raggiunto -30°C e +50°C. Resiste a malattie, non necessità di trattamenti antiparassitari, se non in
casi estremamente particolari. Cresce bene con altri alberi; non è invasivo e accetta colture miste
con cereali, leguminose, erbai, ecc. L’apparato radicale si sviluppa in modo fittonante e piccola radice
ad ombrello a partire dalla base del tronco. La radice dominante a fittone può raggiungere al
massimo sviluppo 10/12 mt. L’altezza della pianta può raggiungere i 20 mt ed in alcuni casi
favorevoli anche superare.

5.COLTIVAZIONE
a) La pianta necessità di 60 gg per adattare l’apparato radicale al terreno. In questo periodo deve
avere esclusivamente apporto d’acqua 3-4 volte a settimana, 2-3 ore al giorno con gocciolatori da 2
lt/h per tener umido il terreno a circa 40 cm di profondità (salvo condizioni atmosferiche e tipologia
terreno).
N.B. La pianta troppo irrigata muore per asfissia dell’apparato radicale. Nel periodo estivo e
durante l’anno, a seconda delle zone e condizioni climatiche , la pianta deve avere un supporto
irriguo da 1000 a 1500 mc per ettaro, a secondo della tipologia del terreno se più o meno drenante;
apporto idrico calcolato in zone con precipitazioni medie da 400 a 500 mm/anno. E’ necessario
impianto di irrigazione (consigliato a goccia). E’ molto importante nel primo anno tenere pulito la
base della pianta da infestanti.
b) Taglio tecnico chiamato “rinforzamento pianta” viene effettuato esclusivamente sempre seguendo
il primo inverno dopo la messa a dimora. Esempio: le piantagioni della primavera verranno tagliate
nel mese di febbraio dell’inverno successivo; le piantagioni dell’autunno verranno tagliate a dicembre
dell’inverno successivo, dopo la caduta delle foglie. Questo ciclo va rispettato in quanto
mai si taglia
la pianta nel periodo di vegetazione e crescita. Dopo il taglio la parte rimasta al suolo va protetta con
soluzione per evitare spaccature ed attacchi da agenti esterni. Le piante si tagliano solo se
raggiungono un diam. minimo di 7/8 cm alla base. Questa misura è garantita (anche 10/12) se la
piantumazione e coltivazione è stata eseguita correttamente. Le piante che non hanno raggiunto la
misura, passano al ciclo nell’inverno successivo.
c) Dopo il taglio tecnico eseguito nel periodo invernale, il tronchetto al suolo al raggiungimento di
temperatura climatica 12°/14°C presenterà la partenza di nuovi polloni. Entrati in sviluppo
vegetativo e raggiunta un’altezza di circa 50 cm, i polloni verranno gradualmente eliminati,
lasciandone uno in posizione contro vento dominante rispetto al tronchetto. Il pollone rimasto subirà
una veloce spinta di crescita come tabella sotto. L’eventuale insorgenza di piccoli polloni sul nuovo
tronco dovranno essere eliminati per fare in modo che la pianta presenti rami a partire da 5/6 mt di
altezza dal suolo. Questa operazione permetterà di avere al taglio un tronco perfettamente dritto con
conicità 0,9 senza nodi e senza difetti.

6.CONCIMAZIONE
I concimi sono sostanze che, aggiunte al terreno, lo rendono adatto a nuove colture aumentandone il
grado di fertilità. Possono essere organici ed inorganici e, a seconda dell'elemento che contengono in
maggiore quantità, si possono classificare in: azotati, fosfatici, potassici, calcici.
Azoto
L'azoto è l'elemento quantitativamente più importante per le piante; infatti influisce sullo sviluppo
totale, da alle foglie un bel colore verde intenso, prepara la fioritura ed irrobustisce la pianta. Fra i
concimi azotati ricordiamo il nitrato di sodio ad azione molto rapida che da risultati dopo solo sette
giorni dalla distribuzione. Il nitrato di calcio oltre all'azoto contiene il calcio e serve a correggere
terreni acidi. Il solfato ammonico ha un'azione più lenta ma accelera la decomposizione delle
sostanze organiche che formeranno l'humus. L'urea è un concime sintetico introdotto nell'agricoltura
da non molto tempo: contiene il 46% di azoto ed è uno dei concimi più attivi. Viene diluito in
proporzione di 1:1000 con acqua; per la sua forte efficacia, se viene sparso in polvere deve essere
mescolato a sabbia per avere una distribuzione più uniforme e meno concentrata.
Fosforo
Il fosforo è l'elemento che aiuta la pianta nella fioritura e durante la maturazione del legno. I concimi
fosfatici più importanti sono i perfosfati minerali ed i perfosfati d'ossa, molto adatti a terreni calcarei.
Nel periodo antecedente al taglio della pianta matura (8/10 mesi prima) si deve aumentare l’apporto
di fosforo per la preparazione del legno.
Potassio
Il potassio fra le altre sue proprietà possiede quella di accentuare il colore ai fiori; fra i concimi
potassici ricordiamo il solfato di potassio ed il nitrato potassico che contiene anche azoto.
Concimi complessi
Nei concimi complessi i vari elementi come azoto, fosforo e potassio, nonché gli altri necessari in
minime quantità, sono presenti in forma solubile, prontamente assimilabile e perfettamente
equilibrata secondo le proporzioni ideali per il benessere della pianta. I vantaggi offerti dai concimi
complessi sono molti: maggiore facilità di trasporto e di conservazione (minore ingombro) semplicità
di distribuzione sul terreno e notevole risparmio di tempo, migliore utilizzazione da parte della
pianta, dovuto soprattutto al fatto che tali concimi vengono preparati in forma granulare per cui ogni
granulo è un piccolo alimento completo contenente tutti i principi nutritivi.
Concimi di natura organica
Letame o stallatico è il concime ideale per la preparazione del terreno prima della piantumazione
perché ricco di elementi di fertilità (20-30 ton/ha periodo invernale), rende più compatti i terreni
sciolti e più sciolti i terreni compatti; per le fermentazioni che lo trasformano riesce ad alzare la
temperatura del terreno. Altri concimi organici sono il sangue secco proveniente dai macelli ed
opportunamente lavorato, la farina di ossa, le alghe marine, la cenere di legna, ecc.
Quantità
Nel primo anno si possono somministrare azoto 0,250 UF/pianta. Dal secondo anno la dose può
essere raddoppiata ( a seconda della tipologia del terreno).
Concimi complessi (per ettaro): 1 anno 2,50 q.li; 2 anno 3 q.li; 3 – 10 anno 4 q.li
Concimi organici (per ettaro): 1 anno 3 ton; 2 anno 4 ton; 3 – 10 anno 5 ton.
N.B. I dati sopra riportati sono generici.

7.VELOCITA’ DI CRESCITA’
Dalla messa a dimora al taglio tecnico, se le operazioni vengono eseguite correttamente, la pianta
raggiunge altezza minima di 4 mt con un diam. minimo di 8 cm.
Dopo taglio tecnico:
Anno 1 4 – 5 mt Diam. 8 – 10 cm
Anno 2 10 – 12 mt Diam. 16 – 20 cm
0,33 mc Anno 3 15 – 18 mt Diam. 24 – 30 cm
0,50 mc Anno 6 18 – 20 mt Diam. 35 – 40 cm
1,00 mc Anno 9 20 – 22 mt Diam. 45 – 60 cm
N.B. – le misure sono stabilite su una media minima delle diverse zone di coltivazione in Europa.
I mc sono riferiti all’utilizzo primo tronco di 6 mt. 40% dell’intero albero. 60% biomassa

8.PROPRIETA’
La pianta si trasforma in albero dopo taglio tecnico ed arriva alla maturazione legnosa il quarto anno
se le condizioni sono rispettate. Il prodotto del primo taglio non può essere utilizzato per sviluppi
strutturali, in quanto molto resistente alla compressione, ma ancora flessibile. Viene impiegato per
molteplici altri usi, quali profili, zoccolini, tapparelle, porte, finestre, gazebi ombreggianti,
serramenti, rifiniture ambienti, foderature, insonorizzazioni, laminati in legno, arredamenti e
complementi, mobili da giardino e moltissimo altro.
Le parti più piccole del tronco superiore (scarto) sono oggi molto usate per la produzione di cassette
ed imballaggi. Per la sua qualità di leggerezza, raffinatezza e colore pulito, il legno viene impiegato
per interni di aerei, yacht ed altro. Lo scarto della pianta (parte del tronco e ramaglie), viene
utilizzato come biomasse per alimentare centrali, grazie al suo alto potere calorico. Al secondo taglio,
avendo l’apparato radicale raggiunto un maggiore sviluppo, fornirà un albero di dimensioni più
grosse e consistenza legnosa con altre proprietà che permettono l’utilizzo in molti altri settori. Il
legno diventa strutturale e di prestigio impiegato in costruzione strumenti musicali, tavole da surf,
oltre a tutto quanto precedentemente citato. Il terzo taglio fornirà un albero nel suo massimo
sviluppo con un diam. di 60 cm circa ed altezza oltre 20 mt. Il legno prodotto avrà tutti gli impieghi
di cui sopra, oltre al utilizzo strutturale in edilizia. Dopo la prima lavorazione il legno si presenta di
colore bianco, pulito, senza venature, nodi e difetti; alta resistenza al fuoco, repellente ed
inattaccabile da insetti, parassiti, muffe ed aggressivi, buona elasticità con spessi strati; molto
resistente alla perforazione. Nell’industria del mobile è conosciuto come “ALLUMINIO DI LEGNO”
.
La WEEL FORESTRY WORLDWILDE – CARBON EMISSION ha riconosciuto questo albero a livello
mondiale come miglior assorbitore di anidride carbonica, restituendo ossigeno all’ambiente. Oggi è
molto usato per alberare strade urbane e parchi cittadini. Grazie alle sue foglie molto grandi con
superficie morbida, l’albero viene utilizzato come barriera rumore e polveri.
Ha trovato largo impiego per le zone franose grazie alla sua radice fittonante con veloce sviluppo. Il
fogliame, grazie alle sue alte proprietà può essere utilizzato come alimento in zootecnia. Paulownia
ha una fioritura molto rigogliosa di colore rosa-violaceo con forma a campana e molto profumata. In
apicoltura, un ettaro (5/600 piante) può produrre da 700 a 1000 kg di saporito miele.

9.DATI TECNICI E CARATTERISTICHE
Densità – legno verde 800 kg/m3
- legno secco 350 kg/m3
Colore: bianco-giallastro
Durezza: 1,4 KN
Flessibilità: 6,3 GPa
Resistenza trazione: 42 MPa
Resistenza compressione: 20 MPa
Resistenza perforazione: elevata
Umidità (% base umida) 29,9
Essicazione naturale: 40 gg.
Analisi immediata (% base secco):
- cenere (550 °C) 1,1
- volatile 81,7
- carbone stabile 17,2
Analisi elementare (%base secco):
- carbone 49,5
- idrogeno 6,4
- azoto 0,24
- polvere 0,2
Potere calorifico
- inferiore (umidità = 0,0% b.h.) 4.430 Kcal/kg
- inferiore (umidità = 29,9% b.h.) 2.940 Kcal/kg

NOTIZIE
Il legno del tronco, per le sue qualità, proprietà e tempi di maturazione, trova impieghi in moltissimi
settori industriali della lavorazione legno (40% della pianta).
Il rimanente (60% della pianta) per le qualità comburenti è utilizzato come biomassa e produzione
pellet. Produce un pellet di alta qualità iscritto e certificato in Europa il 20.01.2011
E’ un tipo di pellet compresso a base allungata legno, non necessità di colle o aggreganti.
L’Unione Europea e alcuni paesi in particolare, hanno elaborato gli standard per garantire qualità del
combustibile – 4 certificazioni europee.
Dimensioni. Diam. 4/5 mm, L<= 12 mm
Densità (materiale sciolto): 600 kg/m3
Contenuto acqua: <= 10%
Ceneri: <= 0,08%
Potere calorifico: 16,9 MJ/kg
Il mercato europeo e mondiale del pellet è molto dinamico ed in pieno sviluppo. Supera ormai 30
milioni di tonnellate anno, equivalente ad un potenziale energetico di 144 TWh e gli investimenti in
nuovi impianti nel biennio 2010-2011 sono triplicati. Bioenergy International ha inventariato oltre
700 fabbriche di notevole entità in tutto il mondo. In Spagna, lo scorso anno sono state costruiti
numerosi stabilimenti di medie e grandi dimensioni, ed un numero imprecisato di piccoli produttori.
Mercato: produzione legno pregiato; eccellente fonte per impianti biomassa e produzione pellet
2 kg PELLET = 1 LT. GASOLIO


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